cos’é un Raga?
Il termine Raga o Raag indica, nella musica classica indiana, una melodia o un tema. Le 7 note indiane che compongono la scala diatonica sono Sa, Ri, Ga, Ma, Pa, Dha, Ni. In ogni Raga vengono suonate solo alcune di queste note, seguendo due scale ben precise (dal nome “Aroha e Avaroha” una ascendente e l’altra discendente) che indicano quali sono le note da “toccare” in ascesa o in discesa, e quindi stabiliscono con quali suoni il musicista potrà improvvisare le sue melodie.
Il termine sanscrito "Raga " significa fondamentalmente "colore
ma viene impiegato anche con il significato di "mood" o "emozione". Abbiamo citato in precedenza l'antica frase vedica "ciò che
colora la mente (o "la Coscienza") è un Raga" da cui emerge il
significato di "entità musicale che armonizza i colori della men-
te". Ogni scala ritenuta degna della nomea di "Raga" esprime, quindi,un preciso valore energetico e simbolico ed è definita con un nome. Queste entità musicali sono state via via accostate alle manifestazioni della natura, alle ore del giorno, alle stagioni, oltre che alle emozioni ed alle situazioni interiori.
La tradizione indica nove categorie emozionali principali dell'animo umano, espresse dalla musica e dai Raga. Queste categorie hanno ilnome di Rasa ("succo dell'emozione") e sono: il carattere erotico/romantico ("Shriyigara "), quello scherzoso ("Hasya"), quello tragico, triste, patetico ( "Karuna"), il carattere drammatico, esasperato ("Raudra"), quello della maestosità e del coraggio ("Veera"),ed ancora il carattere della solennità e della paura ("Bhayanaka"),1'emozione di meraviglia e gioia ("Adbhuta"), quella della pace("Shanta"), il disgusto, lo sgradevole ("Vibhasa").
I Raga sono, quindi, modi musicali in cui le diverse disposizioni dei suoni e degli intervalli sono in grado di agire sulla psiche umana inmaniera definita, secondo una concezione ben espressa da Daniel Levy.
Il carattere di ciascun Raga è dato dalla scelta di certe note e di certi intervalli e dall'esclusione delle altre note ed intervalli della scala. Il sistema dei Raga si fonda quindi sugli intervalli (e non su "altezze” definite). Ogni suono nell'ambito dell'ottava può essere contraddistinto da una qualita "forte" e maschile oppure "recettiva" e femminile, ed a seconda del tipo di intervallo che lo precede e che lo segue tali caratteri possono risultare enfatizzati o attenuati.
Tratto da “BIOFONIA Lo yoga della musica la via di guarigione del suono” di Paolo Avanzo. Alba Magica edizioni
Raga Megh
Collegato nel contesto della cultura indiana alla stagione delle piogge ("Megh" significa "nuvola"), la sua immagine simbolica è quella dell'acqua che giunge a sciogliere la dura crosta formatasi nei lunghi mesi di siccità.
Quest'immagine indica le qualità di questo Raga sul piano interiore, che consistono nella sua capacità di sciogliere le rigidità mentali e di schiudere orizzonti di armonia e di libertà.
Raga Megh è una scala pentatonica la cui nota centrale è il Ma, cioè la quarta, e l'intervallo tra questa nota ed il Re al secondo grado rappresenta l'aspetto più importante. Infatti la sua azione consiste innanzitutto nell'armonizzare tra loro il chakra ombelicale, quello dello stomaco e quello del cuore e quindi le dinamiche ad essi collegate, cioè il piacere, il potere e l'affettività. Il centro dello stomaco in questo caso è privo di una propria nota, ma viene significativamente attraversato, e proprio l'ampio intervallo che si crea fra il suono dell'ombelico e quello del cuore permette ad una grande quantità di energia di raggiungere tutti i tre centri, collegandoli ed armonizzandoli. Successivamente il suono giunge alla gola (Pa) che può comunicare anche all'esterno l'intensa armonia creatasi, ed infine risuona tra la zona della corona alla sommità della testa e quella della nuca, dove si trova il "punto del perdono". La coscienza viene spinta "in alto" verso i livelli della trascendenza, dopo che i livelli umani sono stati profondamente armonizzati. Chiamato anche volo dell'aquila, Megh è in grado di collegare l'io umano all'io essenziale, di creare un ponte tra il cuore, la mente ed i piani sottili dell'essere. Si tratta quindi di un Raga da meditazione che, se praticato con costanza può approfondire notevolmente la Coscienza spirituale in una persona, ma la sua azione altamente armonizzante può riflettersi anche sul sistema nervoso, compreso il sistema simpatico, oltre ad aprire spazi interiori di libertà dal conflitto e dalle dissonanze. In India viene impiegato anche come accompagnamento al morente, per favorire in lui un trapasso in uno stato psichico il più possibile armonico ed elevato. Infine una curiosità: è largamente diffusa anche attualmente la credenza che l'esecuzione prolungata di questo modo sia in grado di far piovere.
Tratto da “BIOFONIA Lo yoga della musica la via di guarigione del suono” di Paolo Avanzo. Alba Magica edizioni